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LAMA SCIARTRUL RINPOCE ::
Lama residente e guida spirituale del Centro dal 2007
Nato nel 1963 nel Tibet orientale in una famiglia di pastori nomadi. Con essa ha passato la sua gioventù durante il periodo più terribile per il popolo tibetano. A quindici anni, quando l’oppressione cinese in Tibet si era leggermente placata, è entrato nel monastero Kagyupa di Tsa-tsa Gompa, dove ha preso il voto di monaco, ha svolto gli studi di base e superiori, ha ricevuto molte trasmissioni da Lama importanti e infine ha compiuto, nel vicino centro di ritiro Dröl-lung Ritrö (dedicato particolarmente alla pratica di Dorge Sempa), il tradizionale ritiro di tre anni.
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LAMA GIANG CIUB ::
Lama residente e guida spirituale del Centro dal 1982 al 2006
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Lama Giang Ciub Sondup è nato un giovedì dell’anno della Tigre di Fuoco (1926), nel Tibet orientale, nella provincia di Ling-tsang, che si trova nella regione del Kham.
Primogenito di una famiglia di ufficiali civili al servizio del re di Ling-tsang, avrebbe dovuto seguire le orme del padre, intraprendendo la stessa carriera del genitore, poiché il re aveva emesso un editto che stabiliva che tutti i maschi delle famiglie degli ufficiali nati nell'anno della Tigre di Fuoco, anno favorevole a una carriera governativa, non avrebbero potuto diventare monaci.
Le sue funzioni sarebbero state quelle di giudice con potere esecutivo: nel caso ci fosse stata una lite tra due parti avrebbe dovuto pacificarla, trovare una mediazione e stabilire i doveri e i diritti delle controparti (per esempio, che cosa una parte avrebbe dovuto risarcire all’altra ecc.); o nel caso di un furto, di una rapina, di un omicidio avrebbe dovuto catturare il colpevole, svolgendo la funzione di sceriffo.
La sua aspirazione, però, sin da bambino, era quella di diventare monaco. Così, all’età di otto anni, riuscì a convincere uno zio paterno monaco a prenderlo nella sua casa nel monastero di Tsatsa Gompa. Dallo zio ricevette per quattro anni un'istruzione di base senza potere, però, ricevere i voti di monaco novizio e senza partecipare alla vita monasteriale.
A dodici anni prese il Voto del Rifugio e cominciò le Pratiche Preliminari con grande fervore, concludendo le 111.100 prosternazioni in un mese, accumulando i 111.100 mantra di Dorge Sempa, le 111.100 offerte di mandala e le 111.100 ripetizioni della preghiera del Guru Yoga. Concluse le pratiche del Ngondro in due anni. A questo punto ricevette istruzioni di yoga tibetano (tsa-lung), del ciclo delle sei dottrine di Niguma (che appartiene alla trasmissione Shangpa Kagyu) e per un certo periodo praticò questi esercizi di yoga.
Congiunti al monastero di Tsatsa Gompa c’erano due Centri per Ritiri di tre anni (drubkang). In uno si facevano le pratiche consuete del tradizionale ritiro della scuola Kagyupa. L’altro centro era nato intorno ad un grande praticante, Lama Tsepa, che viveva sempre in ritiro. Egli guidava un piccolo gruppo di praticanti e insegnava loro le pratiche del Minling Dorsem, che si basano su Dorge Sempa (Vajrasattva) come divinità centrale.
Lama Giang Ciub aveva la forte aspirazione di fare il ritiro di tre anni e tre mesi e dovette insistere molto per essere accettato da Lama Tsepa, sempre a causa del verdetto del re, che poteva chiamarlo al suo servizio in qualsiasi momento. In effetti, accadde che, dopo un anno dall’inizio del ritiro, suo padre ricevette la lettera del re che gli ordinava di farsi sostituire dal figlio nel suo incarico di ufficiale civile. Perciò egli si presentò al centro di ritiri dove intrattenne, attraverso la porta chiusa, una conversazione con il figlio, che riuscì a convincerlo a farsi sostituire nell’incarico per due anni. Così poté terminare il ritiro e, avendo sviluppato - durante i tre anni di pratica intensiva - determinate qualità, il suo drupön (maestro di ritiro) Lama Tsepa gli riconobbe la qualifica di Lama.
Una volta uscito dal ritiro, al Lama si prospettò l’occasione di partecipare alla trasmissione completa del Rincen Terzö (collezione dei più importanti terma [tesori spirituali rivelati]) impartita dal Ven. Shechen Kongtrul Rinpoche Pema Drime. Grazie nuovamente all’aiuto del padre, che continuò a sostituirlo nell’incarico di ufficiale civile, Lama Ciang Giub si recò a Shechen, dove ricevette le iniziazioni (uang) e trasmissioni testuali (lung) del Rincen Terzö. Dopodiché, per tre anni si dedicò alla pratica, guidato da Shechen Kongtrul Rinpoche, in un eremitaggio vicino al monastero Nyingmapa di Shechen.
Nella prima parte degli anni cinquanta, la Repubblica Popolare Cinese aumentava sempre più la propria presenza politica e militare nelle regioni confinanti del Tibet, cioè il Kham e l’Amdo. A causa della sua funzione istituzionale, il padre di Lama Ciang Ciub era stato internato in un campo di rieducazione maoista. Uno dei fratelli del Lama si recò a Shechen per avvertirlo della grave situazione familiare. Il Lama, deciso a sostituirsi al padre, formulò la sua intenzione al suo maestro Shechen Kongtrul, che gli confermò che non vi era più altra scelta se non di prendersi tale responsabilità. Grazie alla sua chiaroveggenza, il maestro gli disse, anche, che non c’era più speranza per il futuro del Tibet e gli suggerì di fuggire insieme alla famiglia. Così Lama Giang Ciub lasciò l’eremitaggio di Shechen.
Arrivato a casa, dismessi gli abiti da praticante, si recò al campo di rieducazione con vestiti civili ed il fucile come segno della sua funzione. In questo modo il padre poté essere liberato e lui trascorse un periodo nel campo. Nel frattempo la famiglia preparò la fuga verso il Tibet centrale, dove la presenza dei Cinesi era meno forte. Però sua madre si rifiutò di partire senza il figlio e, solo quando Lama Ciang Ciub riuscì a scappare, la famiglia intera lasciò il Kham.
Giunto
a Lhasa, Lama Giang Ciub venne a sapere che il suo maestro Shechen Kongtrul
si trovava nel vicino monastero di Tsurphu, la sede del Karmapa.
Così si recò in tale monastero, dove ebbe un’udienza dal
XVI Karmapa Rigpe Dorge. In tale occasione gli chiese il voto
di monaco, raccontando il motivo per cui ancora non lo aveva potuto avere. Ma
il Karmapa gli disse di continuare a praticare come Lama laico e gli dette il
voto del bodhisattva. Quando i cinesi occuparono Lhasa, Shechen Kongtrul lo
consigliò di non restare in Tibet - perchè non sarebbe stato di
alcuna utilità - e di non rimanere attaccato ai suoi possedimenti.
Così Lama Giang Ciub continuò la fuga dal Tibet con tutta la famiglia,
rifugiandosi infine in India nella zona di Darjeeling due anni prima
dell'arrivo del Dalai Lama.
L’esilio
fu, comunque, un periodo molto proficuo per la pratica spirituale del Lama.
Durante questi anni, infatti, ebbe la possibilità di incontrare e ricevere
trasmissioni e insegnamenti da molti dei più eminenti maestri del Buddhismo
tibetano, che in quel periodo erano anch’essi rifugiati nella zona che
va tra il Sikkim e Darjeeling. Così, tra gli altri,
entrò in contatto con Dudjom Rinpoche, Dilgo
Khyentse Rinpoche, Kangjur Rinpoche, Popam
Gonpa, Orgyen Rimpoche di Pelpong, suo fratello Yanze
Mikyo Dorje, Pawo Rimpoce e in particolare con Kalu
Rinpoche, con Chatral Rinpoche e di nuovo con il XVI
Karmapa Rigpai Dorje.
Lama Giang Ciub non aveva una casa dove dimorare così si trasferì
in una grotta all'interno di un cimitero, dove la popolazione nepalese metteva
i cadaveri dei bambini e vi rimase sei mesi.
Un altro Lama condivise con lui per circa un mese quel "rifugio" improvvisato.
In seguito, Kalu Rinpoche gli disse di non restare più in quella grotta
perchè, a causa delle piogge estive, la roccia avrebbe potuto franare;
promise però di trovargli un altro luogo come abitazione.
Nel frattempo, il Lama Giang Ciub raggiunse il monastero dove viveva Pool Khenpo,
che era un Lama molto erudito che aveva lo stesso suo maestro: Chatral Rinpoche.
Lama Giang Ciub ed un altro praticante, Nyoshul Khenpo, stavano
nell'atrio del tempio: Lama Giang Ciub utilizzava come letto delle coperte e
Nyoshul Khenpo una pelle di capra.
Entrambi ricevettero da Pool Khenpo l'insegnamento Triyig
Yeshe Lama.
Successivamente, Lama Giang Ciub portò a compimento la pratica di Khorde
Rushen in un cimitero, al riparo di una tettoia sotto la quale si celebravano
abitualmente le Puja in occasione della cremazione dei cadaveri.
Durante questo periodo, ricevette la visita di Kalu Rinpoche che gli portò
4 Kg di farina per il suo sostentamento e gli disse che quello era un buon posto
per uno come lui che non possedeva niente e quindi non correva il pericolo di
essere derubato dai ladri.
Sotto quella stessa tettoia, in un piano rialzato, si era nel contempo sistemato
un altro Lama Sakya. Ad un certo punto, questi uscì di senno e si procurò
una ferita al collo con un coltello. In seguito a questo episodio, le autorità
indiane non permisero più ai due Lama di risiedere in quel luogo.
Kalu Rinpoche contattò allora una sua sostenitrice, che in precedenza
era stata monaca cristiana ed era poi diventata buddhista. Ella possedeva una
piccola casa con una cantina molto angusta, con il soffitto basso, in cui il
Lama non poteva nemmeno stare in piedi e qui fu ospitato per circa un anno e
mezzo.
Una notte, il Lama fece un bruttissimo sogno a seguito del quale ebbe la percezione
che per lui era rischioso restare in quel luogo.
Poichè era venuto a conoscenza della morte di una monaca del Durtsungonpa,
decise di occupare il posto reso vacante al monastero, pagando ogni mese cinque
rupie. In questo periodo, anche i suoi fratelli vissero nel monastero, ospitati
nel locale adibito a cucina.
In seguito ad un periodo di piogge persistenti, durate una settimana, si verificò
un'alluvione; si formò una frana che trascinò con sè grossi
alberi e travolse la casa della monaca che aveva ospitato Lama Giang Ciub. La
monaca morì ed il suo cadavere rimase parecchi giorni sotto le macerie
prima di essere ritrovato.
Dopo circa due anni, trascorsi dal Lama nel monastero, un funzionario di alto rango riconobbe le qualità spirituali di Lama Giang Ciub e gli chiese con insistenza di costruire un tempio in un terreno che lui avrebbe donato e che si trova nel villaggio di Pashpati, nei pressi di Darjeeling, a poche centinaia di metri dal confine con il Nepal. Il Lama, senza soldi, con tanta determinazione e con l’aiuto della popolazione locale riuscì a costruire un tempio che contiene ancora oggi delle importanti statue di Opame, Cenresi e Guru Rinpoche e che fu consacrato da Dilgo Khyentse Rinpoche.
Lama Giang Ciub aveva ormai passato i cinquant’anni e pensava di trascorrere il resto della sua vita prendendosi cura di questo tempio e facendo pratiche regolari, anche a beneficio della popolazione buddhista locale. Intanto il Buddhismo tibetano cominciava a diffondersi in occidente; molti Lama delle varie scuole venivano invitati ad insegnare il Buddha-Dharma in America e in Europa e i centri di nuova formazione avevano bisogno di Lama residenti. Per questo motivo Kalu Rinpoche cercò di convincere Lama Giang Ciub a trasferirsi in Europa ma lui inizialmente non se la sentì di seguire le indicazioni del suo maestro.
Quando, però, durante un’udienza, il Karmapa gli disse che avrebbe dovuto recarsi in Australia, Lama Giang Ciub replicò che Kalu Rinpoche voleva già mandarlo in Europa. Il Karmapa concluse allora che avrebbe dovuto seguire le indicazioni di Kalu Rinpoche.
Dopo
qualche tempo, Lama Orgyen - uno dei fratelli minori di Lama
Giang Ciub, che era Lama residente in un importante Centro di Dharma del Belgio
- gli consegnò una lettera di Kalu Rinpoche pervenuta dagli Stati Uniti.
In tale missiva Kalu Rinpoche invitava formalmente Lama Giang Ciub a recarsi
senza indugio in Belgio con il fratello. Così, nel breve volgere di una
settimana, Lama Giang Ciub partì per l'Europa.
Qui rimase per parecchi mesi nel Centro belga di Yonten Ling, fino
all’arrivo di un’altra lettera in cui Kalu Rinpoche scriveva che
questa volta avrebbe dovuto recarsi in Italia. Non sapendo niente dell’Italia,
il Lama chiese informazioni ai belgi, alcuni dei quali gli descrissero l'Italia
come un Paese pieno di vulcani e un po’ allo sbando, altri un posto in
cui si viveva e si mangiava bene. Qualche tempo dopo arrivarono in Belgio due
italiani che venivano dal Centro Milarepa di Pinerolo, fondato
poco prima da Kalu Rinpoche. Il Lama disse loro che sarebbe andato in Italia
soltanto se c’erano persone motivate a
praticare.
Dopo che i suoi nuovi discepoli italiani ebbero espletato le pratiche burocratiche,
nel 1982 il Lama si stabilì a Pinerolo, in un appartamento
in affitto. All’inizio c’erano solo quattro discepoli. Quando il
numero di persone che frequentava gli insegnamenti aumentò, il Lama si
trasferì in un'altra sede - una casa indipendente in affitto sempre a
Pinerolo -.
Nel 1988 il Lama trasferì il Centro a Val
della Torre, in una grande villa fuori dalla città di Torino,
acquistata grazie alle donazioni ricevute
In questi anni il Lama ha dato insegnamenti e aiuto spirituale a moltissime persone che si sono rivolte a lui; ha continuato a seguire il suo attuale maestro radice Chatral Rinpoche, recandosi periodicamente in Nepal; ha intrapreso il progetto di costruzione di uno Stupa. Tale Stupa, che inizialmente doveva essere edificato in Italia, è stato, invece, costruito nel sacro luogo di Swayambhunath in Nepal.